A te, con il seno scoperto, il tricolore in pugno, che avanzi sicura.
"Liberta’ va cercando ch’e’
si’cara,
come sa chi per lei vita rifiuta".
(Purgatorio canto I vv. 71-72)
La vita richiede sacrifici.
Ne prendo atto.
Son qui.
Spero che ne valga egoisticamente la pena.
Si è quel che si è convinti di essere.
Un richiamo, non chiaro. Confuso, da tante direzioni.
Una reazione chimica. Un istinto.
L’universo. Una cometa.
Forse Acqua.
Paura. Amminoacidi. Metano.
Proteine.
Endosimbionti. Scambio di benefici.
Variabilità.
Il blu dell’oceano.
Un’altra lingua. La mia.
Diversa.
Firenze.
Un uomo. Si è smarrito. Parte per un viaggio.
Paolo e Francesca.
Chi ha scelto d’esser libero.
Una donna chiede di esser ricordata.
La Pia.
Firenze. Cambiata.
Un rogo di cavalli. Le madri lasciano i figli.
Fuggono. Una villa e delle Storie. Sentimenti. Lisabetta il quarto giorno.
Ascolto.
In lontananza una musica.
Bacco e Arianna.
Chi la ragione l’aveva,
“ Eppur si muove “
Diceva.
Chi in Campo de' Fiori ha sputato.
Tanti Mondi, nella confusione: le Corrispondenze.
Fra gli elementi. Sussurrano…
Son segreti!
L'Arte è tutto e nulla.
Pianosa
i nonni
la Mia di Francesca
l’Elba.
Andavamo sempre a mangiare in una pineta dopo la mattina in spiaggia.
Un rovente muro d’orto. Il bollore di quelle strade sterrate. Le cicale.
C’è una foto che ho sempre tenuto in camera.
Le scaglie di mare. Lontane.
“ E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
come tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia (Montale, 1925)”.
La triste meraviglia la sento. Dopo anni.
Nostalgia.
Il sudore.
Le ciabatte.
Il braccio della nonna.
L’odore di sale.
Il rumore dell’Oglasa.
La sera che cala, le luci sui moli. Son luci gialle gialle.
I bambini ridono.
Le crêpes alla nutella.
La fatica delle corse.
Il sapore dell’acqua gassata.
Le scalinate di pietra. Liscia. Rosa.
Tre cani. Le lenzuola blu.
E adesso.
I cocci aguzzi di bottiglia, che son la Vita.
Ma sembrano quasi storie di altri.
Una foto. Mi guardo.
Un pino sullo sfondo, i box a sinistra.
Un luogo tanti ricordi. Tanti sentimenti. Tutto passa troppo velocemente.
Una casa a mattoni. Una camminata. Abbandonata.
Di fronte a un pozzo, a mattoni.
Undici anni prima.
Lancio dei sassi nel pozzo. Un altro pozzo. Una fattoria. Dei cani, un pavone che ci concede una ruota, dopo tanto.
Quei sassi nelle scarpe facevano male.
Succo di pesca. Marmellata. Burro. Odore di muro. Questa marmellata l’ho già mangiata, anni prima, stesso posto.
Luce gialla accesa. Luce gialla spenta. Luce gialla accesa. Luce gialla spenta. Lufthansa. Devo dormire.
Succo di pesca. Marmellata. Burro. Comodino. Gatto. Mamma.
I nonni. Una cipolla.
C’è il sole.
Babbo.
I nonni. Una pasta. I compiti.
Aura.
L’amore.
Una casa in un bosco, una piscina, uno sciame d’api. Silvia.
Oddio, il travelgum.
Il profumo della zia.
Enea
"Liberta’ va cercando ch’e’
si’cara,
come sa chi per lei vita rifiuta".
(Purgatorio canto I vv. 71-72)
La vita richiede sacrifici.
Ne prendo atto.
Son qui.
Spero che ne valga egoisticamente la pena.
Si è quel che si è convinti di essere.
Un richiamo, non chiaro. Confuso, da tante direzioni.
Una reazione chimica. Un istinto.
L’universo. Una cometa.
Forse Acqua.
Paura. Amminoacidi. Metano.
Proteine.
Endosimbionti. Scambio di benefici.
Variabilità.
Il blu dell’oceano.
Un’altra lingua. La mia.
Diversa.
Firenze.
Un uomo. Si è smarrito. Parte per un viaggio.
Paolo e Francesca.
Chi ha scelto d’esser libero.
Una donna chiede di esser ricordata.
La Pia.
Firenze. Cambiata.
Un rogo di cavalli. Le madri lasciano i figli.
Fuggono. Una villa e delle Storie. Sentimenti. Lisabetta il quarto giorno.
Ascolto.
In lontananza una musica.
Bacco e Arianna.
Chi la ragione l’aveva,
“ Eppur si muove “
Diceva.
Chi in Campo de' Fiori ha sputato.
Tanti Mondi, nella confusione: le Corrispondenze.
Fra gli elementi. Sussurrano…
Son segreti!
L'Arte è tutto e nulla.
Pianosa
i nonni
la Mia di Francesca
l’Elba.
Andavamo sempre a mangiare in una pineta dopo la mattina in spiaggia.
Un rovente muro d’orto. Il bollore di quelle strade sterrate. Le cicale.
C’è una foto che ho sempre tenuto in camera.
Le scaglie di mare. Lontane.
“ E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
come tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia (Montale, 1925)”.
La triste meraviglia la sento. Dopo anni.
Nostalgia.
Il sudore.
Le ciabatte.
Il braccio della nonna.
L’odore di sale.
Il rumore dell’Oglasa.
La sera che cala, le luci sui moli. Son luci gialle gialle.
I bambini ridono.
Le crêpes alla nutella.
La fatica delle corse.
Il sapore dell’acqua gassata.
Le scalinate di pietra. Liscia. Rosa.
Tre cani. Le lenzuola blu.
E adesso.
I cocci aguzzi di bottiglia, che son la Vita.
Ma sembrano quasi storie di altri.
Una foto. Mi guardo.
Un pino sullo sfondo, i box a sinistra.
Un luogo tanti ricordi. Tanti sentimenti. Tutto passa troppo velocemente.
Una casa a mattoni. Una camminata. Abbandonata.
Di fronte a un pozzo, a mattoni.
Undici anni prima.
Lancio dei sassi nel pozzo. Un altro pozzo. Una fattoria. Dei cani, un pavone che ci concede una ruota, dopo tanto.
Quei sassi nelle scarpe facevano male.
Succo di pesca. Marmellata. Burro. Odore di muro. Questa marmellata l’ho già mangiata, anni prima, stesso posto.
Luce gialla accesa. Luce gialla spenta. Luce gialla accesa. Luce gialla spenta. Lufthansa. Devo dormire.
Succo di pesca. Marmellata. Burro. Comodino. Gatto. Mamma.
I nonni. Una cipolla.
C’è il sole.
Babbo.
I nonni. Una pasta. I compiti.
Aura.
L’amore.
Una casa in un bosco, una piscina, uno sciame d’api. Silvia.
Oddio, il travelgum.
Il profumo della zia.
Enea